Alla scoperta delle specie marine che popolano le spiagge Salentine!

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Un mare di... pesci: il Polpo

Il polpo rappresenta una delle specie più affascinanti tra quelle che possiamo trovare nelle nostre coste salentine. Un animale apparentemente goffo e sedentario ma allo stesso tempo capace di incutere timore per la sua mole e le sue caratteristiche particolari, tra le quali i lunghi e potenti tentacoli.

In realtà non rappresenta quasi mai un pericolo per l’uomo data la sua natura mite e il suo grado di intelligenza che risulta essere superiore a qualsiasi altra specie marina. Ha un corpo rotondo, il capo sporgente e dalla sua bocca si apre il mantello dal quale spuntano ben otto tentacoli dotati di ventose con le quali fa presa su ogni tipo di superficie. Gli occhi sono piccoli e sporgenti e posizionati molto distanti tra di loro (questo gli permette una visuale completa anche sul fianco). Ha un corpo generalmente viscido (perché produce muco) di un colore che di solito va dal grigio al marrone ma che generalmente tende a cambiare adattandosi ai tipi di fondali che abita (si mimetizza in modo abilissimo).

Non è dotato di pinne dunque il suo movimento è “a reazione”: si muove allineando i tentacoli e spingendosi all’indietro. In questa posizione la maggior parte degli esemplari arrivano a raggiungere quasi i cinquanta centimetri a volte anche di più. Il meccanismo di difesa avviene grazie ad una ghiandola che secerne un liquido denso e nero che nell’acqua annebbia la vista al suo nemico. È una specie solitaria eccetto nei periodi di accoppiamento, vive nascosto tra i fondali, occupando ogni crepa e ogni fessura delle rocce (si allarga e si restringe a suo piacimento!).

Si nutre principalmente di molluschi ma il suo cibo preferito sono i crostacei, in particolare l’astice e l’aragosta, che il polpo sconfigge stritolandoli tra i suoi tentacoli. Una curiosità particolare è che tutti i polpi vanno matti per il colore bianco! Quali sono le tecniche di pesca? Ovviamente i più temerari potrebbero cercare di catturarlo con le mani attirandolo, ma il metodo più diffuso è quello di calare una lenza dall’ imbarcazione (a circa due o trecento metri dalla scogliera) con delle asole posizionate nella parte terminale dove vengono fissate delle esche. Possiamo trovare questi esemplari in tutte le località rocciose, come le Marine di Andrano e nelle spiagge di Leuca.

di Laura M.

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